Oggi martedì 28 ottobre non contenti dei risultati deludenti ottenuti ieri alla provincia, ci organizziamo per un altro giorno di sciopero e di protesta. Decidiamo di dirigerci al comune di Maddaloni, sempre cercando di raccogliere il più alto numero possibile di alunni. Riusciamo comunque ad arrivare al comune accompagnati da quei professori che ci sostengono e dai ragazzi che vogliono come noi ottenere le aule che ci spettano.
Al comune fanno salire un gruppo di 4 studenti per rappresentarci e 1 genitore per tenere un incontro con gli assessori. Si sono dimostrati disponibilissimi: hanno discusso sulle nostre richieste e sulle loro possibilità, in quanto assessori del comune, cercando un accordo che accontentasse tutti. I ragazzi hanno spiegato che gli alunni che ieri ci hanno rappresentato al colloquio con la Provincia non hanno ben esposto le nostre richieste. Hanno chiarito quali sono stati i problemi, sia per quanto riguarda l'apertura degli edifici promessi al nostro preside, sia per i tempi che stanno impiegando per risolverci l'inagibilità degli istituti disponibili ad ospitare gli alunni. Siamo riusciti ad ottenere un ulteriore colloquio con gli assessori alla Provincia venerdì. Ci hanno inoltre esplicitamente chiesto di esporre la situazione al nostro preside, e di richiedere un'assemblea straordinaria per discutere punto per punto ciò che vogliamo ottenere dal colloquio di venerdì, in modo tale che non si ripresenti la stessa situazione di ieri.
Siamo ritornati a scuola per dialogare con il preside, ma purtroppo ci ha spiegato che nelle sue condizioni non può concederci la responsabilità di farci perdere altre ore di lezione. Però ha sottolineato il fatto che stesso noi possiamo organizzare un'assemblea al di fuori della scuola per discutere, o per continuare lo sciopero, non essendo tutto questo sotto la sua responsabilità.
Questi sono stati i risvolti di oggi.
Domani mattina prima del suono della campanella ci troviamo tutti fuori l'istituto e discuteremo e decideremo insieme cosa è più giusto fare.
PICCOLA PARENTESI diretta a chi pensa di avere di meglio da fare che lottare per i propri diritti: venire a manifestare non è una scusa per non fare lezione né un favore a noi che stiamo organizzando la protesta, ma semplicemente la nostra forma di espressione, l’unica che ci è stata concessa; proprio per questo dobbiamo cercare di essere uniti e numerosi per permettere che tale espressione arrivi con il maggiore impatto possibile; solo così possiamo sperare di ottenere qualcosa. Se poi la vedete come giorno di festa vi conviene entrare a scuola, o rischierete di perdere l'anno scolastico per essere stati alla piazzetta di maddaloni tutte le mattine.
martedì 28 ottobre 2008
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